Psoriasi e malattie della pelle:
gli effetti benefici del CBD

Nel mondo sono circa 125 i milioni di persone affetti da psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle che interessa diverse parti del corpo, dai gomiti al cuoio capelluto. Per quanto riguarda l’Italia, si stima che circa 1,5 milioni di persone, pari al 2,8% della popolazione, soffrano di questa patologia.

Se in alcuni casi le ripercussioni sono minime, in molti altri l’impatto negativo sulla qualità della vita è consistente. Per limitare lo stato di disagio, ad esempio, il paziente è portato ad evitare situazioni in cui sarebbe costretto ad esporre le aree di pelle danneggiata. Ed è qui che la psoriasi diventa un vero e proprio problema sociale.

Il CBD può aiutare ad alleviare i sintomi della psoriasi?

Stando ad alcune ricerche, la risposta è sì: grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, il CBD ha il potere di ridurre i fastidiosi sintomi di questa malattia, migliorando sensibilmente la qualità della vita dei malati.
Uno studio condotto nel 2019 dall’università di Modena e Reggio Emilia ha dimostrato gli effetti benefici di un unguento arricchito con cannabidiolo su pazienti affetti da psoriasi ed eczema. Dopo aver applicato la pomata sulle zone interessate due volte al giorno per tre mesi, i soggetti presi in esame hanno mostrato netti miglioramenti, rilevati scientificamente misurando idratazione, elasticità della pelle e altri parametri. Il tutto senza effetti collaterali o reazioni allergiche.

Ancor prima, nel 2007, un gruppo di ricercatori britannici ha scoperto che i cannabinoidi, tra cui appunto il CBD, possono inibire l’iperproliferazione dei cheratinociti, meccanismo che coinvolge le cellule della pelle e sta alla base della lesione psoriasica.

Gli effetti benefici del CBD contro altre malattie infiammatorie della pelle

In generale, gli esperti hanno rilevato che il CBD può avere effetti benefici contro diverse malattie infiammatorie della pelle: non solo psoriasi, quindi, ma anche altri tipi di disturbi come dermatiti, irritazioni e acne.

Interagendo con i recettori cannabinoidi presenti nei nostri tessuti, il cannabidiolo sembra funzionare come una sorta di stabilizzatore, controllando la produzione di ormoni e proteine coinvolti nella risposta immunitaria e riducendo quegli squilibri che possono causare patologie croniche della pelle.

Promettenti anche i risultati specifici sull’acne. Alcuni ricercatori, ad esempio, hanno studiato l’azione del CBD sulle ghiandole sebacee e dimostrato le sue proprietà sebostatiche ed antinfiammatorie.
Regolando la produzione di sebo in eccesso, il cannabidiolo si presenta quindi come potenziale agente terapeutico nel trattamento di questo disturbo.

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